Per questo evento sono attesi oltre 10.000 partecipanti da 170 paesi del mondo. La grande sfida, secondo il ministro dell’ambiente del governo danese, Connie Hedegaard, è quella di arrivare a un nuovo accordo globale riguardante le riduzioni di CO2 dopo il 2012, quando il protocollo di Kyoto scadrà.
La Danimarca è un Paese che da sempre attribuisce grande importanza all'ambiente, non solo a parole ma anche con i fatti. I danesi proteggono con cura la natura che li circonda e la loro consapevolezza ambientale è nota in tutto il mondo.
Il 75% della popolazione possiede una bicicletta e almeno la metà la usa regolarmente: la casalinga, il postino, il dirigente d’azienda in giacca e cravatta e lo studente. Nei centri urbani solo il 30% della popolazione guida, il resto cammina, va in bici, prende il treno o i mezzi pubblici.
Il paesaggio danese non è stato guastato dall’invadenza delle centrali nucleari o dai piloni dell’alta tensione. Gli altissimi mulini a vento sono i veri protagonisti del paesaggio, come i tipici campi gialli di colza e le acque blu delle insenature. E grazie ai miglioramenti della tecnologia delle turbine, l’energia eolica soddisfa ormai circa il 20% del fabbisogno energetico nazionale e nel 2015 potrebbe arrivare al 35%. Molte sono le turbine poste nelle profonde acque danesi, per esempio a Middlegrunden all’entrata del porto di Copenaghen e a Horns Rev, nello Jutland occidentale, la più imponente centrale eolica off-shore del paese (80 turbine).
La Danimarca è all’avanguardia anche per quanto riguarda l’energia solare: sulla splendida isola di Ærø a sud della Fionia, è stato creato il più grande sistema di pannelli solari del mondo.
Le tecnologie che sfruttano l’energia solare, si sono diffuse soprattutto nelle abitazioni private. Se si visita uno degli eco-villaggi danesi, si può constatare che l’energia solare è una delle più comuni risorse per avere l’acqua calda al mattino. Le case sono state costruite usando chiodi, legno e mattoni riciclati e alcune sono costruite interamente con paglia e l’acqua piovana è conservata, riciclata e usata per tutto, tranne che per essere bevuta.
In Danimarca l’attenzione per la sostenibilità e la tutela dell’ambiente non si limita al fenomeno degli eco-villaggi: in soli 10 anni il consumo d’acqua è calato del 40%, i coltivatori usano sempre meno diserbanti e pesticidi, le industrie hanno adottato delle politiche ambientali consapevoli e la quantità di prodotti con etichetta ecologica disponibili sul mercato è in aumento anno dopo anno. L’ecologia è diventata parte integrante della vita quotidiana.
Nel 1997 è nata l’organizzazione Destinazione 21 per la promozione del turismo sostenibile in una determinata destinazione. Una località che si è guadagnata la definizione “Destinazione 21” è un luogo ecocompatibile, dove si presta particolare attenzione all'ambiente e alla sua fruizione da parte dei turisti, si garantiscono piacevoli opportunità di tipo culturale, e si risparmia il più possibile nel consumo di acqua, energia e sostanze chimiche.
Sono sempre più numerosi gli alberghi, i villaggi vacanze, i campeggi, le locande e gli ostelli danesi che possono fregiarsi di questo marchio di qualità "La Chiave Verde”, che certifica che un albergo, un villaggio vacanze o un ostello rispetta ben 55 misure ambientali.
Anche la vacanza in fattoria è una forma di vacanza verde: in molte località del Paese è possibile visitare fattorie che praticano sistemi di allevamento e coltivazione biologici e magari assaggiare i prodotti venduti nel mercatino vicino.
E che dire della limpidezza delle acque danesi? Nel 2006, ben 211 spiagge e 77 porticcioli turistici hanno potuto innalzare la Bandiera Blu, attribuita per la pulizia dell’acqua e l’alta qualità dei servizi e delle strutture. L'acqua comunque è pulita anche dove non c'è la bandiera blu: appena 8 km di costa, infatti, risultano non balneabili.
In quale altra città europea l’acqua del porto è talmente pulita che è addirittura possibile nuotarvi? A Copenaghen, vicino alla via dello shopping Fisketorvet si trova il Copencabana, uno dei bagni del porto, aperti dalla prima settimana di giugno fino alla prima di settembre. Un altro si trova a Islands Brygge, a 115 metri dal ponte Langebro, composto da una piscina per adulti, una per bambini e una per fare immersioni, capaci di accogliere fino a 600 bagnanti. Inoltre, a dieci chilometri dalla piazza del municipio si trova il Køge Bugt Strandpark, sette chilometri di spiaggia pubblica composta da dune di sabbia, lagune protette dal mare aperto e piste ciclabili. Un’altra spiaggia artificiale, ancora più vicina al centro cittadino è Strandpark Amager, dove è possibile affittare una canoa, fare un picnic o una grigliata in tutta libertà.
In Danimarca, la palma di città “verde” non spetta solo alla capitale Copenaghen. Aalborg, per esempio, nello Jutland settentrionale è una città in rapida crescita, dove i temi dell’ambiente e della sostenibilità restano i fattori chiave del suo progresso. La Carta di Aalborg, stilata nel 1994 nell’ambito della campagna delle città europee sostenibili, è considerata una brillante iniziativa in tutta Europa. La città ha tutte le carte in regola per offrire un soggiorno gradevole: un delizioso centro storico con pittoresche stradine e case antiche, interessanti musei come il museo d’arte moderna e contemporanea Nordjyllands Kunstmuseum e attrazioni, ottimi ristoranti ed eccellenti opportunità di shopping. Ad appena mezz’ora di macchina dal centro cittadino si staglia la natura selvaggia di Lille Vildmose, ovvero la “piccola palude selvaggia” dove è possibile avvistare daini rossi, aquile reali, cinghiali selvaggi, e cuccioli di volpe.
E come non ricordare Århus, la seconda città della Danimarca per importanza.
Qui nel 1998 è stata firmata dalla Comunità Europea e dai suoi Stati membri una convenzione che prende il suo nome, sulla disponibilità delle informazioni, la partecipazione dei cittadini e l'accesso alla giustizia in materia ambientale, intesa a sensibilizzare e coinvolgere la popolazione nelle questioni ambientali, nonché a migliorare l'applicazione della legislazione sull'ambiente.