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Neomamma? Parla con… loro!

 

Chiacchierare, ridere, affrontare dubbi e paure. E magari scambiarsi il nome di una buona pediatra o di un nido. Possono essere tante le ragioni che spingono una neo mamma ad avvicinarsi a una associazione che si occupa di maternità, parto e primi mesi. Ma un minimo comune denominatore c’è: il bisogno di confrontarsi, di uscire dalla solitudine, di trovare in altre donne (e in altri neonati) gli stessi problemi, le stesse difficoltà, gli stessi piaceri.

I primi mesi di vita di un bambino, infatti, sono spesso frustranti: si dorme poco, la casa è un caos, le amiche di sempre non capiscono i discorsi su latte, pannolini e rigurgiti mancati. A ciò aggiungiamo che spesso noi donne arriviamo al parto senza aver avuto occasione di stare con altri neonati; siamo impreparate ai bisogni di un piccolo totalmente indifeso. Ha fame o sonno?


 

Lo posso portare fuori anche se fa freddo o solo se c’è il sole? A molte di queste domande, un tempo, rispondevano le altre donne della cerchia familiare come nonne, suocere, zie, cugine che avevano già avuto figli.

Ma la famiglia allargata non esiste più da tempo e i saperi da ricostruire sono molti. Da questa consapevolezza sono nate, anche nel nostro Paese, molte associazioni per sostenere le donne attraverso una corretta informazione prima, durante e dopo il parto, con l’obiettivo di ricreare un clima di scambio e di reciproco aiuto. Molte di queste associazioni sono nate grazie all’impegno di alcune donne che, stanche di vivere in solitudine la propria maternità, hanno dato vita a un gruppo di auto-aiuto poi trasformatosi, dopo un percorso formativo, in una vera e propria realtà lavorativa.

Il gruppo di sostegno è importante soprattutto laddove non esiste nulla ma, per aiutare e aiutarsi, occorrono competenze specifiche. Un esempio? L’allattamento: per sostenere una donna in difficoltà è necessario avere le idee chiare sulla differenza fra latte artificiale e materno. Più in generale, è bene sapere cosa fare per aiutare la donna e come attivare le sue competenze. Tutto questo non si improvvisa. Però, quando una donna riscopre le proprie capacità, trova una nuova fiducia. E questo può essere l’inizio di una positiva catena di cambiamenti. Tutto a vantaggio di se stesse e del proprio bimbo.