Take care, una nuova forma di maternità
Adottare per scelta,
creando famiglie multicolori. Si diffonde il bisogno di “prendersi cura”. Come ha
fatto l’attrice Angelina Jolie. E come accade in natura.
Il
piacere è sempre lo stesso: aiutare un bambino a crescere, consolarlo quando
piange, ridere con lui, sostenerlo nei momenti difficili, sgridarlo se serve.
Ma per provarlo, alle donne che scelgono l’adozione pur potendo avere figli
propri, è richiesta una capacità in più: slegare la maternità dal parto e dai
nove mesi della gravidanza e annodarla alla voglia di prendersi cura di chi è
già nato, di dedicare le proprie capacità materne a bambini dal destino oscuro.
Gli anglosassoni chiamano questa capacità
take care, “prendersi cura”. È
questa disposizione d’animo che ci porta ad allargare il nostro nido, a
scommettere su una famiglia formata da fratelli e sorelle che provengono da
storie e lingue diverse, con differente colore di pelle e differenti tratti
somatici.