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Un mutuo… per andare in vacanza

Gli italiani sono sempre meno formiche. Ma indebitarsi con un finanziamento immobiliare, oggi, può essere vantaggioso. Anche quando l’obiettivo non è comprare casa.

 

Per scelta o per necessità, gli italiani stanno imparando a vivere “a rate”. In poco meno di sette anni, dal dicembre del 1999 all’ottobre del 2006, lo stock di finanziamenti immobiliari, prestiti personali e credito al consumo è quasi raddoppiato (+93,5%) passando dai 215,3 ai 416,6 miliardi di euro.

Insomma, siamo meno “formiche” di un tempo, ma sempre meno “cicale” di altri: secondo la Banca d’Italia, negli ultimi dieci anni il rapporto fra indebitamento delle famiglie e Pil è  cresciuto dal 18% al 30%; ben poca cosa rispetto a quanto accade in altre economie industrializzate. Nell’area euro il rapporto è del 56%, mentre negli Usa raggiunge il 90%.

Ma perché questo sempre maggiore ricorso al credito?



Da un lato, con l’entrata in vigore dell’euro il costo della vita è aumentato e così abbiamo imparato a pagare un po’ alla volta: oltre 50 dei 416,6 miliardi di debito, infatti, riguardano il credito al consumo. Ma l’effetto della moneta unica nel nostro Paese ha avuto anche un effetto positivo sui tassi d’interesse: in pratica, il costo del denaro attuale è molto basso (3,75%) rispetto al 15% del settembre 1992 o all’incredibile (ma vero!) 19% dell’estate 1982.

E così è scattata la voglia di mutuo. A tassi così contenuti, insomma, indebitarsi per acquistare una casa conviene, specie se si considera che gli italiani sono molto inclini a possedere l’immobile in cui vivono. E torna di moda il tasso fisso. La Banca centrale europea, infatti, ha fatto intendere che a giugno alzerà ancora il tasso di riferimento portandolo al 4%. Il tasso fisso (come dice la parola) ha il vantaggio di bloccare per sempre la rata, mettendo al riparo da eventuali rialzi, al costo di un interesse leggermente più alto. Per capirci: nel caso di un mutuo ventennale da 120.000 euro, il tasso fisso sarebbe del 5,70%, quello variabile del 5,40%.

Ma il mercato dei mutui è in fermento e ha prodotto almeno due grandi novità, di cui si sentirà molto parlare. Il primo è il mutuo di sostituzione: si rottama il vecchio mutuo e se ne accende uno nuovo, possibilmente con un tasso migliore e magari richiedendo un importo maggiore di quello che effettivamente serve. In questo modo, si ottiene della liquidità in più per le proprie spese, ma al tasso di un mutuo immobiliare, molto più basso rispetto a quello di un prestito personale. L’altra novità è il mutuo di liquidità. La formula è semplice: con un’ipoteca sulla casa di proprietà si può ottenere un finanziamento svincolato da qualsiasi finalità (tradotto, per fare quello che vi pare: mobili, auto, viaggi, etc) che può arrivare fino a 100mila euro.

Le possibilità aumentano, insomma. Ma fatene buon uso. Un consiglio “della nonna”? Le rate, nel loro complesso, non devono superare un terzo delle entrate.