In realtà, non è esattamente così. Dall’Istituto
Talassoterapico di Grado, uno dei pochi centri in Italia, insieme a quello di
Lignano Sabbiadoro, che organizzano all’interno delle loro strutture termali
sedute di psammoterapia (in altri posti, benché indicati per questo tipo di
cura, vige la regola del fai da te), assicurano che non è poi così spiacevole e
fa benissimo a chi ha problemi di circolazione, artrosi, reumatismi, a chi
soffre di infiammazioni dei tendini e dei muscoli, di obesità, rachitismo e
decalcificazione ossea.
Le proprietà della sabbia marina sono da
attribuire alla sua particolare componente salina, unita agli effetti
dell’acqua del mare: i sali e gli elementi organici presenti, che possono
variare significativamente, derivano da un processo di autofiltrazione
conseguente all’azione del moto ondoso. A questo, si aggiunge l’effetto del
calore sprigionato (effetto termoterapico), ottimo soprattutto per curare
distorsioni, le forme post-traumatiche e i dolori di schiena causati da uno
sforzo o da un raffreddamento. Un ciclo di sabbiature, insomma, equivale a
qualche seduta dal fisioterapista.
In generale, gli effetti prodotti sono sia termici
che chimici. I primi non sono dissimili da quelli prodotti dalle cure di fanghi
e acque calde. I secondi, invece, comportano mutamenti della circolazione, sia
a livello superficiale, ovvero della cute, sia più internamente: si attivano,
infatti, processi metabolici che migliorano il trofismo (processo di
nutrizione) cellulare e facilitano l’eliminazione delle scorie.
La
tecnica consiste nel far sdraiare l’individuo in una buca precedentemente
scavata su una spiaggia ben riscaldata dal sole, delle dimensioni sufficienti a
contenere il corpo. Dopodiché, il corpo viene ricoperto completamente con
sabbia calda. La testa, lasciata libera, dovrebbe preferibilmente rimanere all’ombra.
Per problemi localizzati, come artrosi e reumatismi, sono possibili anche bagni
parziali che lasciano scoperte parti del corpo più ampie. Il bagno di sabbia ha
una durata media di 20 minuti ma, dietro consulenza medica, può prolungarsi
progressivamente fino ad un’ora. Il parere di uno specialista è sempre
raccomandabile poiché anche questo tipo di cura, apparentemente senza possibili
effetti collaterali, ha delle limitazioni. È controindicato laddove esistano
processi infettivi o infiammatori acuti in corso, o delle cardiopatie. Esclusi
questi casi, la pratica può essere utilizzata tranquillamente da giovani e
anziani. Basta seguire alcune regole d’oro, come proteggere la testa mentre si
sta al sole, non esporsi mai nelle ore più calde e prestare attenzione alle
correnti d’aria. Le sabbiature, infatti, fanno sudare e può bastare un alito di
vento un po’ più fresco per causare il classico colpo d’aria.
La psammoterapia viene spesso associata alla
balneoterapia in acqua di mare e ad altri specifici trattamenti termali.
Essendo una cura che sfrutta il calore del sole, può essere effettuata
unicamente durante i mesi più caldi dell’estate, solitamente da metà giugno ai
primi di settembre.
Curiosità
La psammoterapia (dal greco
‘psammos’, sabbia) ha origini
antichissime. Veniva praticata già ai tempi dei Romani e le prime notizie di
impiego ci arrivano da Erodoto e Seneca, e dal medico bizantino Oribasio.
Stando alle testimonianze, la tecnica con cui si esegue oggi è rimasta
praticamente la stessa.
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