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Si scrive bagno, si legge spa

 

In principio era il bagno. Un locale secondario, che conteneva solo l’indispensabile e in molti casi, fino agli anni ’50 e ’60, era staccato dal resto dell’abitazione. Ora, invece, ha assunto un ruolo centrale: si è trasformato nel regno dell’acqua, del benessere e del relax. Insomma, un’isola felice dove lasciar fuori i (brutti) pensieri. Negli ultimi anni sono stati fatti molti passi in avanti nel design, nei componenti, nella tecnologia e nella sicurezza. Ma come si arreda il bagno? Come personalizzarlo senza esagerare? Le regole sono tre. La prima: sì alle mode, ma senza eccessi; potrebbero stancare. La seconda: preferire arredi realizzati con pannelli idrorepellenti. La terza: se si dispone di poco spazio, scegliere mobili componibili.



 

Allora largo ai decori, ai colori brillanti e alle forme inedite: così, il bagno si può trasformare in un piccolo paradiso. Come? Anzitutto scegliendo bene i sanitari: sul mercato, accanto alle classiche collezioni raffinate che si rifanno allo stile novecentesco, magari di ispirazione art dèco, che ben si adattano però allo stile di vita contemporaneo, è possibile progettare il proprio bagno con parallelepipedi componibili, squadrati ed essenziali che, abbinati in varie soluzioni e con diverse finiture, fungono da supporto agli elementi fissi in ceramica.

Il vero cult degli ultimi anni, però, è la vasca, che trasforma il bagno in una vera e propria beauty farm. Idromassaggio, bagno turco, sauna, cromoterapia, aromaterapia: ce n’è per tutti i gusti. Le vasche, tradizionali o idromassaggio, hanno forme arrotondate, pulite, accoglienti. I colori sono delicati e trasparenti, i materiali ispirati all’hi-tech. Anche le cabine doccia sono sempre più moderne. Infatti, alcuni sistemi componibili rivoluzionano il rapporto vasca-doccia. Alla base, il risparmio di spazio unito alla scomponibilità degli elementi, che consente di trovare soluzioni adatte alle varie necessità: alcune vasche idromassaggio, infatti, sono dotate di sistemi con un design capace di ridurre al massimo l’ingombro.

Le nuove docce, invece, fondono in un insieme armonico aria, acqua e luce: linee morbide, spazi aperti senza ante in movimento e grandi vetrate trasparenti, non pongono limiti al senso di libertà e al piacere di fare la doccia. Oppure si rifanno alla cultura inglese dell’800, che considerava il bagno un luogo dell’abitare. Come? Attraverso soluzioni eleganti, grande attenzione alle finiture e sobrietà dei materiali.

Ci sono poi anche i bagni da “star”. Dotati, ovviamente, di tante luci. Ecco perché alcune vasche idromassaggio, sotto il frontale, sono dotate di un pannello rientrante in alluminio satinato illuminato.

Insomma, basta aprire una porta e si apre un nuovo mondo. Lo chiamavano bagno; ora è una piccola spa.