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Dove vai, bellezza in motocicletta?

Fino a qualche anno fa l'immagine del motociclista era associata al Marlon Brando di Fronte del porto: sguardo imbronciato, giacca di pelle nera e mani sporche di grasso, perché quando la moto si fermava era necessario saper intervenire. Oppure a Tom Cruise che in Top Gun faceva a gara con i jet in decollo su una rombante Kawasaki. Oggi non è più così: complice il successo degli scooter, porta d'accesso per molti al mondo delle due ruote, sempre più donne utilizzano la moto e sono passate dallo (spesso) scomodo sellino del passeggero a quello del pilota. E hanno scoperto che viaggiare su due ruote non offre solo una meravigliosa sensazione di libertà, ma nel traffico cittadino consente di evitare code e di ridurre i tempi. Esiste persino un sito, www.motocicliste.net, cui fa riferimento un motoclub affiliato alla Federazione motociclistica italiana: le iscritte utilizzano lo spazio virtuale per confrontarsi, scambiarsi informazioni e organizzare uscite, raduni e corsi di guida.  



Le aziende costruttrici hanno da tempo percepito il trend e hanno realizzato modelli adatti a un pubblico femminile. Le caratteristiche? Innanzi tutto la sella bassa e non troppo larga. Toccare con entrambi i piedi, e non solo con le punte, è infatti un'imprescindibile norma di sicurezza. Altre caratteristiche delle moto in rosa sono il peso limitato (issare sul cavalletto centrale una vecchia Guzzi richiede uno sforzo notevole), un largo manubrio che semplifichi la guida e, infine, una potenza non troppo elevata.

Tra le moto più apprezzate dal pubblico femminile un posto d’onore spetta alla Suzuki TUX250: col suo piacevole look anni Settanta, la “Suzukina” è maneggevole (la sella è alta solo 750 mm e il peso complessivo è di 129 kg) e consuma poco; non è più in produzione (è stata a listino dal 1997 al 2003), ma con l'usato si possono fare buoni affari. C'è poi un segmento molto amato dalle motocicliste: le “naked” (letteralmente “nude”, in pratica le moto prive di carenatura, cioè di protezioni aerodinamiche) intorno ai 500 cc, approdo naturale per chi si è impratichita sulla Suzuki 250. Ne fanno parte la Ducati Monster, l'iniziatrice della moda “naked” oltre dieci anni fa, ma ancora amatissima, e l'inossidabile Honda CBF500, versione rivista nel 2004 di un modello storico. Dal 2005 Kawasaki produce la ER-6n, naked dalla linea innovativa che può essere dotata di una sella ribassata di 2 cm. E persino l'Harley Davidson ha in listino una versione con la seduta più bassa: è la Sportster 883 Low, alta solo 641 mm. Nonostante un peso di circa 250 kg, non mancano donne che raccolgono la sfida cavalcando un mito a stelle e strisce, storico baluardo maschile.