Avvicinandosi al mare, sul Passeig de Gracia si trovano sia
casa Mila (la Pedrera), sia casa Batllo, quella che sembra un drago e
probabilmente è ispirata proprio al mito di San Giorgio (non a caso, San Jordi
è il patrono della città). Entrambe si possono visitare, non farlo sarebbe un
peccato. Il percorso si chiude alla Sagrada Familia, l’enigmatica chiesa
iniziata nel 1884 e non ancora conclusa. Il progetto originale prevede 18
torri, la principale di 180 metri. Si vedrà.
Raval, vecchio e nuovo insieme. Una volta si chiamava
Barrio Chino, perché il suo affollamento (e le precarie condizioni abitative)
faceva pensare alle città cinesi. La migliore guida a questo quartiere, sul
lato destro della Rambla per chi scende verso il mare, è uno dei tanti romanzi
di Manuel Vazquez Montalban: magari Il centravanti è stato assassinato verso
sera, ambientato negli anni che precedono le Olimpiadi, in cui pare di
sentire il rombo delle ruspe che plasmano la nuova città. Il Raval è un
compendio straordinario di vecchio e nuovo: le strette strade fiancheggiate da
edifici del Cinque e Seicento si aprono improvvisamente in grandi piazze
luminose, in cui si rivelano inattesi edifici d’avanguardia, come il candido e
iper-razionale Museo di Arte Contemporanea. L’atmosfera è moderna e
cosmopolita, un po’ come a Parigi davanti al Centre Pompidou. Scendendo verso
il mare, d’obbligo un giro al mercato della Boqueria, sempre affollato, vivace
e pieno di fascino, dove frutta, pesce, carni, uova, spezie, dolci sono esposti
in modo artistico e dove si può anche pranzare.
Barceloneta e il Born, popolari e chic. Per molti abitanti, la chiesa di Santa Maria del Mar è la “vera” chiesa
di Barcellona, più della Cattedrale (imprescindibile un recentissimo romanzo,
La
cattedrale del mare, dedicato proprio alla sua nascita, nel XIV secolo).
Intorno a questa chiesa gotica si stende il quartiere del Born: la zona più “
cool”
della città, una specie di Soho in cui è piacevole perdersi fra negozi di moda
e di design, bar, ristoranti e musei, fra cui quello di Picasso ma anche quello
del Tessile e dell’Abbigliamento. Il Born è anche una zona piacevole per
passare la serata, presso uno dei numerosi ristorantini con tavoli all’aperto.
In alternativa, ci può spostare di poche centinaia di metri verso sud, nel
quartiere di Barceloneta. La “Piccola Barcelona” era un quartiere di pescatori:
dopo anni di abbandono, sta tornando alla moda e vi si trovano buoni ristoranti
di pesce. Più commerciali quelli che si affacciano sul mare, un po’ più intimi
quelli nelle viuzze interne.