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Quando la vacanza è sostenibile

Turismo responsabile: C’è chi lo sceglie come viaggio di nozze, chi per incontrare persone nuove o soddisfare il desiderio di una vacanza diversa e chi, infine, per partecipare a progetti di sostegno economico. Qualunque sia la motivazione, una cosa è certa: non sarà il solito viaggio. Ma che cos’è il turismo responsabile? Con turismo responsabile si intende il turismo che rispetta i principi stabiliti dalla carta dei viaggi sostenibili, dove la prima regola è un impatto ambientale minimo. Si tratta di una vacanza all’insegna della semplicità, che affonda le radici nella volontà di inquinare il meno possibile valorizzando al meglio le risorse locali. Così, si eviteranno le code ai soliti musei, le monotone file di ombrelloni e l’ennesimo pranzo di cucina internazionale in ristoranti che sembrano tutti uguali.



L’obiettivo principale è quello di conoscere a fondo la nuova realtà guardando paesaggi e monumenti, ma soprattutto incontrando persone e cercando di capire, attraverso lo scambio e la reciproca conoscenza, altri modi di vivere le relazioni sociali, la famiglia, la religiosità, il lavoro.

Certo, per affrontare un’avventura di questo tipo serve una certa flessibilità; chi parte, infatti, deve essere pronto ad affrontare il cambiamento e la durezza di certe realtà. Il viaggiatore, poi, deve essere profondamente rispettoso delle nuove realtà che andrà a conoscere. Sembra scontato, ma non lo è affatto. C’è chi fotografa tutto e tutti senza domandare il permesso e chi, teoricamente affascinato dalla vacanza alternativa, fatica poi ad accettare, ad esempio la semplicità delle strutture di accoglienza o la variabilità degli orari dei mezzi di trasporto. Per questo motivo, spesso, le agenzie di turismo responsabile organizzano incontri prima della partenza: è un modo per conoscere le persone con cui si viaggia, ma anche per affrontare subito dubbi, incertezze, aspettative. Ugualmente, sono organizzati incontri dopo il rientro per avere un confronto su come e quanto l’esperienza abbia arricchito. Non sono pochi, infatti, coloro che proprio da viaggi di questo tipo traggono il desiderio e il coraggio di nuove esperienze. C’è chi torna nel Paese che ha visitato per partecipare a campi di lavoro e soggiorni più lunghi e chi, magari dopo un’esperienza con persone che svolgono un mestiere particolare, scopre una vocazione professionale inaspettata. In casi come questi, non resta che sorridere. Che senso avrebbe, infatti, muoversi da casa se al ritorno non si è cambiati neanche un po’?