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Un’ecografia… al cuore!

Becky Bloomwood è incinta. Ma la sua ginecologa è anche la ex di suo marito. E allora? Shopping doppio, naturalmente.

Sophie Kinsella, I love shopping per il baby, Mondadori, 2007, pp.355, €18,00.

Diciamo la verità: la cosa che ci piace di più della vita di Becky Bloomwood, la protagonista dei fortunati romanzi di Sophie Kinsella, è che da un libro all’altro prosegue, si evolve un po’ come la nostra e ci accompagna facendoci sorridere di tutte le piccole, grandi manie che affliggono noi donne. L’abbiamo conosciuta a Londra agli inizi della carriera, quando, mentre dava buoni consigli ai risparmiatori, dilapidava il suo piccolo patrimonio personale comprando di tutto. Shopping dopo shopping, l’abbiamo accompagnata il giorno del matrimonio con Luke, durante il trasferimento a New York e anche quando ha incontrato per la prima volta Jess, la  sorella che nulla vuol sapere di acquisti e di moda.





Potremmo mancare oggi il suo appuntamento con l’esperienza della nascita di “una bambina dalle labbra come petali”? Con I love shopping con il baby, quarto volume della serie dedicata alle trasformazioni personali e professionali di Becky, Madeleine Wickham (questo il vero nome di Kinsella) scava con sense of humor e gusto del paradosso fra le contraddizioni della donna dei giorni nostri, divisa fra il desiderio di essere una mamma come una volta, con tanto di ninne nanne, cibi buoni e pensieri ancora migliori, e una realtà di ripetute ecografie, acquisti inutili, fragilità emotive.

Il risultato è un divertente affresco dei nove mesi della gravidanza nel quale prima o poi ognuna si trova. Come vi comportereste, per esempio, se mentre la pancia cresce, crescesse anche l’azienda di vostro marito, rendendolo di fatto meno presente di un fantasma? Che cosa rispondereste a una sorella maniaca di ecologia che vuole costringervi a fare i pannolini in casa? E come reagireste alla notizia che la vostra ginecologa, la mitica Venetia Carter (nel cui studio c’è la New York che conta) è una ex di vostro marito? Insomma, c’è un solo caso in cui non dovreste leggere questo romanzo: se siete alla ricerca di consigli. Perché, da sempre, alla pedagogia “seria” Kinsella preferisce un’altra maestra di vita: una buona battuta.