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Un tranquillo weekend di… cibo e cultura

Due giorni sull’Appennino, tra Parma e Piacenza, su e giù per verdi colline, alla ricerca di sapori genuini, vini rinomati, arte.

Numeri alla mano, l’Emilia Romagna è la regione che vanta il maggior numero di cibi di qualità. E allora perché non dedicare un fine settimana di settembre alla scoperta alle Strade del gusto, gli itinerari enogastronomici istituiti con legge regionale? In particolare, l’Appennino Emiliano – un’inesauribile giacimento di gusto, natura, arte – offre la Strada dei vini e dei sapori, che attraversa la zona di Piacenza, e la Strada del prosciutto e dei vini, che si sviluppa nel territorio di Parma. Ecco come percorrerle in due giorni.



Il medioevo dei Visconti

Si parte da Grazzano Visconti, piccolo centro nato per volere del Duca e Conte di Lonate Pozzolo, Giuseppe Visconti di Modrone, imprenditore, padre del regista Luchino Visconti. Anche grazie ai consigli di due amici, l'architetto Alfredo Campanili e lo scrittore Gabriele D'Annunzio, il nobile diede vita, intorno all'antico castello di Grazzano, a un paesino “artificiale”, costruito in stile duecentesco, fatto di case, botteghe artigiane, laboratori.

A dieci chilometri di distanza comincia il tour gastronomico. A Podenzano c’è il Salumificio Fiocchi (www.consorziopiacenzalimentare.it/fiocchi.htm): lì si possono assaggiare coppa, pancetta e salami Dop. Oppure, a dodici chilometri, abbinare prodotti gastronomici alla qualità vitivinicola piacentina, tutelata dal Consorzio vini Doc Colli Piacentini, negli edifici rustici del Poggiarello (www.ilpoggiarellovini.it), azienda agricola di Scrivellano di Travo, attiva dal lontano 1882.

Dopo aver soddisfatto il palato, il consiglio è di arrivare a Gazzola e visitare il Castello di Rivalta (www.castellodirivalta.it), recentemente restaurato.

Che musica, in cucina!

Il secondo giorno ci si sposta in territorio parmense. Si comincia da Castelnuovo Fogliani, celebre per il maestoso castello, e si continua con una visita all’abbazia di Chiaravalle della Colomba.

L’aria aperta mette appetito? Direzione obbligata, Zibello, per assaggiare il culatello (salume prodotto dalla coscia del maiale). 

Anche nel parmigiano il patrimonio storico-culturale non lascia a desiderare. A Roncole Verdi ci sono due famose case-museo: quella del compositore Giuseppe Verdi e quella dello scrittore Giovanni Guareschi, il “papà” di Don Camillo. Proseguendo verso sud, in direzione di Torrechiara, si arriva proprio nel cuore della zona racchiusa dalla Strada del prosciutto e dei vini, un’area nella quale tradizione, passione e clima danno vita a prodotti di qualità. Un esempio? Il prosciutto di Parma, prodotto a Langhirano. Oppure il tartufo nero (o trifola) di Fragno, a Calestano. O, ancora, il Parmigiano Reggiano biologico, prodotto presso l'oasi biologica del Monte Fuso, a Neviano degli Arduini.

Mamiano di Traversetolo è una prelibatezza per i palati fini della cultura: presso la fondazione Magnani-Rocca (www.magnanirocca.it), infatti, è possibile ammirare le opere di pittori del calibro di Tiziano, Van Dyck, Monet, Cézanne, Morandi. Tutto grazie alla passione di Luigi Magnani: musicologo, scrittore, studioso d'arte e grande collezionista.