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Il mio mondo intimo
I METODI DI CONTRACCEZIONE


Il termine “contraccezione” indica l’insieme dei metodi che impediscono ad un rapporto sessuale di evolvere in una gravidanza.

L’efficacia contraccettiva di ogni metodo viene misurata mediante l’indice di Pearl o indice di fallimento: quanto più l’indice di fallimento si avvicina allo zero tanto più il contraccettivo è efficace.

I metodi contraccettivi possono essere classificati in cinque diversi gruppi:

naturali, meccanici, chimici, ormonali e chirurgici.



L'EFFICACIA DEL METODO CONTRACCETTIVO

Percentuale di rischio
gravidanza durante il
primo anno di utilizzo

Indice di
Pearl


METODI NATURALI


6 - 40

PROFILATTICO

12 - 14

SPERMICIDI

7 - 15

DIAFRAMMA

5 - 14

SPIRALE

1 - 2

STERILIZZAZIONE

< 1

CONTRACCEZIONE
ORMONALE

0.02 - 0.8


L'INDICE DI PEARL delle metodiche contraccettive
presenta sensibili variazioni in base alle varie
statistiche ed aggiornamenti


METODI NATURALI

Coito interrotto
Consiste nell’estrazione del pene dalla vagina alcuni istanti prima dell’eiaculazione.
C’è la possibilità che piccole quantità di liquido seminale contenente spermatozoi, fuoriescano prima dell’eiaculazione.

Ogino-Knaus o astinenza periodica
Si basa sul calcolo dei giorni fecondi della donna: in quel periodo si deve evitare di avere rapporti. Le date critiche si calcolano in base ai ritmi del ciclo mestruale. Il metodo è considerato poco sicuro.

Billings
Si basa sul controllo della densità del muco cervicale che, durante i giorni fertili, tende a divenire più chiaro.
Il metodo è considerato poco sicuro.

Temperatura basale
Consiste nella misurazione della temperatura del corpo al risveglio, effettuata per via vaginale o rettale poiché essa varia con l'ovulazione.

Indicatore di fertilità computerizzato
Fra i metodi naturali è il più sicuro. Si basa sulla valutazione dello stato di fertilità della donna ogni giorno. Esistono diversi tipi e sono semplici da usare.
L’esattezza nel diagnosticare l’ovulazione è del 99,6%.

METODI MECCANICI

Profilattico maschile

Il profilattico o condom è una sottile membrana elastica di lattice o di gomma che rappresenta una vera e propria barriera meccanica che si oppone all’ingresso degli spermatozoi in vagina.
Esso va infilato sul pene già in erezione prima del rapporto sessuale, inoltre è necessario prestare molta attenzione quando si ritira il pene dalla vagina, perché il profilattico potrebbe sfilarsi e liberare gli spermatozoi, inoltre può rompersi o ridurre la sensibilità maschile. Possono, inoltre, verificarsi reazioni allergiche al lattice.
Va ricordato che il profilattico protegge efficacemente dalle malattie a trasmissione sessuale: oltre all’AIDS, ricordiamo sifilide e gonorrea, infezioni da HERPES, da HPV (nei confronti di quest’ultima infezione è bene ricordare che, per prevenirla, esiste la possibilità di sottoporsi alla vaccinazione).

Profilattico femminile
Molto sottile, ma più resistente del lattice con cui è confezionato il profilattico maschile. Può rappresentare un’opzione in più per le donne che vogliono gestire in prima persona la protezione dall’HIV e dalle altre Malattie Sessualmente Trasmesse. E’ in vendita in vari Paesi europei.
Deve essere inserito prima della penetrazione e deve essere usato correttamente ogni volta che si ha un rapporto sessuale.

Diaframma
È una semisfera di gomma sul cui bordo è racchiusa una molla metallica circolare, che deve mantenerlo fisso contro il collo uterino.
Si utilizza solitamente in associazione ad una crema o schiuma spermicida. Viene inserito poco prima del rapporto sessuale e non deve essere rimosso per le 6-8 ore successive.
Deve coprire perfettamente la cervice uterina e quindi le misure devono essere prese dal medico, che deve istruire la donna su come inserirlo.
 
Cappuccio cervicale
Tale metodo consistente in un “cappuccio” di dimensioni ridotte da inserire direttamente, prima di ogni rapporto, sul collo dell’utero.
E’ sempre stato poco diffuso nel nostro Paese.
 
Spirale o IUD (Intra Uterine Device=dispositivo intrauterino)
È un dispositivo in plastica e metallo che misura tra i 20 e i 35 millimetri.
Esso viene inserito in utero ostacolando l’annidamento dell’ovulo fecondato.
La spirale più adatta all’utero viene scelta dal ginecologo che provvede al suo inserimento.
Un filo attaccato alla base del dispositivo resta nella parte alta della vagina, rendendo possibile il controllo e la rimozione che deve essere sempre effettuata dallo specialista.
La spirale richiede un’accurata igiene della donna e del partner per minimizzare il rischio di malattia infiammatoria pelvica (una infiammazione genitale che può danneggiare anche irreversibilmente la fertilità femminile).
Esistono spirali contenenti progesterone: esse oltre ad esplicare un effetto contraccettivo esercitano anche un effetto terapeutico in caso di mestruazioni abbondanti.

METODI CHIMICI

Spermicidi

Sono preparati (creme, schiume, candelette) che contengono una sostanza chimica che immobilizza, blocca e distrugge gli spermatozoi.

Vanno applicati profondamente in vagina prima del rapporto sessuale.

Per aumentarne l’efficacia si associano ad altri metodi contraccettivi come il diaframma o il profilattico.

Spesso provocano reazioni allergiche in entrambi i partner.


METODI ORMONALI

Sono i metodi più efficaci, utilizzati spesso anche a scopo terapeutico per correggere eventuali irregolarità del ciclo.

Il ginecologo valuta caso per caso l’esistenza di eventuali controindicazioni.

Possono esplicare anche un ruolo protettivo nei confronti di varie patologie ginecologiche benigne e maligne.

Attualmente esistono varie modalità di contraccezione ormonale:
 

La pillola

Contiene due tipi di ormoni (estrogeni e progestinici) che l’ipofisi (ghiandola presente nel cervello) riconosce e a cui comunicano di non inviare il messaggio dell’ovulazione alle ovaie, che così rimangono a riposo.

Inoltre la pillola modifica il muco prodotto dal collo uterino ostacolando la penetrazione degli spermatozoi in utero.

Tutte le donne sane in età fertile possono prendere la pillola, attenendosi alle avvertenze e precauzioni suggerite dal ginecologo ed effettuando periodici controlli. Entro 1-3 mesi dalla sospensione la donna riacquista la capacità di essere feconda.
 
Minipillola
è costituita unicamente da un progestinico e ha una minore efficacia contraccettiva perché non inibisce l'ovulazione, ma esplica la sua azione agendo prevalentemente a livello del muco cervicale rendendolo ostile alla penetrazione degli spermatozoi. E’ un metodo poco utilizzato per la difficoltà a volte di reperirla e per le perdite ematiche intermestruali spesso provocate. Da alcuni anni è in vendita un nuovo preparato che rispetto ai precedenti sembra avere maggiori garanzie di efficacia in quanto, come la pillola "classica", blocca l'ovulazione, per cui in certe situazioni (per es. l'allattamento, ecc.) potrebbe essere un contraccettivo nuovamente proponibile.

Cerotto contraccettivo (contraccezione ormonale a rilascio transdermico)

Non richiede la somministrazione quotidiana.

Il cerotto, come la pillola contiene due ormoni (estrogeni-progestinici) ed agisce come la pillola bloccando l’ovulazione.

Ha una sicurezza contraccettiva sovrapponibile alla “pillola”.

È un vero e proprio cerotto, trasparente, di piccole dimensioni che si applica una volta alla settimana per 3 settimane al mese.

La somministrazione non orale ha il vantaggio di evitare eventuali problematiche relative ad interferenze gastrointestinali (vomito, diarrea), e dal punto di vista metabolico vi è il vantaggio di alleggerire il metabolismo epatico.

Alla sospensione del trattamento si riacquista rapidamente la capacità di essere feconda.
 

Anello vaginale (contraccezione ormonale a rilascio transvaginale)

L’anello vaginale, come la pillola, contiene due tipi di ormoni (estrogeni e progestinici) ed agisce bloccando l’ovulazione.

È un anello flessibile, trasparente che viene, dalla donna stessa, inserito in vagina e successivamente rimosso 1 volta al mese.

Richiede una certa familiarità con il proprio corpo per l’inserimento.

Anche l’anello vaginale ha una sicurezza contraccettiva sovrapponibile a quella della “pillola”.
 

La pillola del giorno dopo

É un contraccettivo ormonale da utilizzare entro il tempo massimo di 72 ore dopo un rapporto a rischio.

È un metodo di emergenza e non un contraccettivo usuale. Può essere prescritta anche ai minori presso il Consultorio Familiare.


METODI CHIRURGICI
 

Sono metodi irreversibili applicabili alla donna o all’uomo.


Nella scelta contraccettiva il ginecologo va sempre consultato sia per scegliere il metodo più adatto alle esigenze della coppia sia per effettuare tutti i controlli sanitari previsti per contrastare l’insorgenza di eventuali effetti collaterali.