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Dopo il successo del Progetto a carattere sociale “Nel mio intimo c’è la Vita!” in India nel 2007 e in Afghanistan nel 2008, Chilly ha voluto continuare la sua attività a difesa dei diritti delle donne con una nuova edizionenello Stato africano della R.D. Congo, che si è svolta tra Luglio 2009 e Luglio 2010.

Il Progetto si è rivolto alle donne del quartiere di Kimbanseke, a Kinshasa, un’area mancante di tutte le infrastrutture basilari, formatasi con l’esodo dei profughi a causa della guerra. L’attività ha fornito un sostegno concreto alle donne seguendole nell’educazione igienico-sanitaria e negli aspetti relativi alla gravidanza, contribuendo a migliorare in modo concreto le loro condizioni di vita.

Il Progetto è stato finalizzato per promuovere la diffusione di buone pratiche relative all’igiene di base, la tutela della salute e la cura dei propri figli al fine diaumentare la consapevolezza delle donne in merito a queste tematiche, informarle su come prevenire malattie e infezioni genitali e consigliarle su come curare eventuali ferite o traumi dal punto di vista sanitario.

Il programma ha previsto due corsi di formazione per facenti parte dei “Comitati per la Salute”; donne – quali insegnanti di istituti scolastici e leader di gruppi e associazioni femminili locali – selezionate perché, per la posizione che ricoprono, fungessero da “opinion leader” e diventassero un riferimento per la comunità in cui lavorano e di cui fanno parte.

I corsi hanno affrontato le seguenti tematiche:
- la formazione sull’igiene di base personale e familiare;
- l’informazione sui temi dell’educazione sessuale e della salute riproduttiva;
- il supporto nell’accesso alle cure mediche e l’orientamento verso i servizi sanitari idonei;
- l’informazione sui diritti della donna.

Tutte le donne che hanno partecipato al programma sono diventate promotrici del progetto di educazione: ognuna di loro ha organizzato nella propria area di residenza e/o attività, incontri di sensibilizzazione ed informazione sui temi della salute femminile e sui diritti della donna. Ciascuna di loro dà consigli alle partecipanti su come prevenire e curare eventuali malattie infettive, fornisce informazioni e supporto alle donne durante il periodo della gravidanza e dell’allattamento e facilita il loro accesso alle strutture sanitarie e cure mediche.

Il Progetto, grazie all’approccio educativo del “peer to peer” (ovvero l’educazione tra pari) e ad un intenso lavoro sul territorio con le famiglie e con i comitati locali, è riuscito a coinvolgere un totale di circa 2.000 donne.


I risultati ottenuti dimostrano il successo di “Nel mio intimo c’è la Vita!”. Per la prima volta queste donne hanno ricevuto informazioni in merito agli strumenti e alle precauzioni da adottare per salvaguardare la propria salute e quella delle loro famiglie ed è stato spiegato loro comeproteggersi per prevenire malattie sessualmente trasmissibili e come curare le infezioni dell’apparato genitale, migliorando in questo modo la propria qualità di vita e quella delle proprie famiglie.