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Due anni fa, a marzo 2007, nasceva “Nel mio intimo c’è la Vita!” in India: il progetto quinquennale a carattere sociale di Chilly e Fondazione Pangea Onlus con l’obiettivo primario di fornire alle donne indiane di 35 villaggi del distretto del Koppal un sostegno concreto nella sfera della salute e dell’igiene femminile.

Nel mio intimo c’è la Vita!” in India - che si inserisce nel più ampio programma Pangea a supporto delle donne povere, di casta bassa o fuori casta della regione - prevede la formazione di equipe specializzate per assistere le donne e seguirle nell’educazione igienico sanitaria e in tutti i problemi relativi alla gravidanza e al parto.

Il Progetto, inoltre, si propone di offrire a queste donne un’assistenza medica gratuita e specializzata e il supporto per accedere ai servizi sanitari e ai programmi governativi per la tutela della salute.

A due anni dall’avvio del Progetto i risultati sono assolutamente rilevanti sia in termini numerici che qualitativi:
l’impatto positivo di “Nel mio intimo c’è la Vita!” si percepisce attraverso il sensibile miglioramento delle condizioni di vita delle donne beneficiarie che hanno potuto accedere ai corsi di educazione igienico sanitaria per prevenire i problemi legati soprattutto alla sfera ginecologica ed allecure mediche loro necessarie.

Per la realizzazione del progetto "Nel mio intimo c'è la Vita!", Chilly e Pangea si sono avvalsi della collaborazione dell’associazione locale Sampark, profonda conoscitrice delle reali necessità della società indiana in cui opera. In Koppal, infatti, la condizione femminile è estremamente problematica: dato l’elevato tasso di analfabetismo e l’estrema povertà, spesso le donne portano avanti la gravidanza in condizioni insalubri e pericolose e riservano scarsa attenzione alla salute e all’igiene dei propri figli.

Una delle primarie necessità espresse dalle donne è stata proprio la sfera della salute. Per rispondere in modo concreto a questa esigenza, è stato costituito un Programma di educazione  e prevenzione dei problemi legati alla salute della donna.

Per attuare tale programma, nel 2007 sono stati istituiti 11 “Comitati per la promozione della Salute”, formati dalle rappresentanti dei vari gruppi di beneficiarie.

I Comitati sono stati formati dallo staff su tutte le tematiche in cui è articolato il Programma di educazione sanitaria e sono stati progressivamente responsabilizzati per essere messi in grado di organizzare in modo indipendente incontri di formazione igienico-sanitaria per ogni gruppo di beneficiarie e incentivare la discussione sulle tematiche dell’igiene e della sanità.

Ad oggi, i corsi di igiene e sanità organizzati dai “Comitati per la promozione della Salute” hanno coinvolto 1359 donne che sono state informate e formate su:

- le precauzioni da adottare per prevenire le malattie più comuni

- le vaccinazioni necessarie durante la gravidanza e per i bambini

- il primo soccorso

- le norme igieniche per la salute personale e dell’ambiente

- il sistema riproduttivo ed i metodi contraccettivi

- l’importanza dell’allattamento al seno e di preparare un’alimentazione nutriente per i propri figli

In particolare, nei primi mesi del 2009, i “Comitati per la promozione della Salute” hanno incontrato 47 gruppi di beneficiarie per tenere corsi informativi sul nuovo Programma sanitario “Asha”, avviato dal governo per ridurre la mortalità materno-infantile nelle aree rurali.

Tale Programma ha permesso di formare ed istruire specifiche consulenti che si sono poi occupate di visitare i villaggi del distretto del Koppal per facilitare l’accesso ai servizi sanitari per le donne più indigenti, per monitorare regolarmente la salute delle donne in gravidanza e per fornire informazioni alle famiglie relativamente alla tutela della salute materno-infantile e spiegare loro l’importanza di partorire in condizioni sicure, presso gli ospedali in modo da aver accesso alle cure pre e post parto.

Terminati gli incontri dei corsi di igiene e santità, i “Comitati per la promozione della Salute” hanno continuato a far regolarmente visita ai vari gruppi di beneficiarie per avere un riscontro sulla formazione e valutare se questa abbia avuto un reale impatto sulla vita quotidiana delle donne e delle loro famiglie.

Per consolidare il lavoro svolto, il Progetto "Nel mio intimo c'è la Vita!", ha poi previsto una formazione di livello avanzato per 10 membri dei Comitati stessi volta a migliorare le capacità di pianificazione, realizzazione e monitoraggio del Programma sanitario.

Il corso si è focalizzato in particolare sul lavoro da svolgere a seguito dei corsi igienico-saniatari ovvero:

- il monitoraggio e la valutazione dell’impatto del programma di educazione e degli eventuali miglioramenti riscontrati tra le donne e le loro famiglie

- la promozione di ulteriori incontri informativi per incentivare la discussione sulle tematiche dell’igiene e della sanità nelle riunioni dei gruppi

- il supporto all’accesso ai programmi governativi di tutela della salute, in particolare materno-infantile, e ai servizi offerti dalle strutture sanitarie presenti nei vari villaggi.

Dopo aver seguito i vari corsi di formazione, i membri dei “Comitati per la promozione della Salute” sono stati in grado di mettere in atto azioni concrete  di assistenza a donne particolarmente bisognose.

In particolare:

-  accompagnato le beneficiarie del programma al centro di salute primaria per le visite di controllo

- promosso degli incontri tra le donne dei gruppi e il personale medico e infermieristico dei centri di salute primaria e di quelli materno-infantile, grazie ai quali le donne hanno potuto chiedere ai medici consigli e informazioni

- facilitato, per le più povere, l’accesso ad alcuni servizi e sussidi previsti dal governo per la tutela della salute delle donne e soprattutto delle madri.

In totale, nei due anni di lavoro e sforzi congiunti, il Progetto “Nel mio intimo c’è la Vita!” ha permesso a 936 donne (e loro famigliari) di beneficiare dell’assistenza medica, di specifiche cure, delle vaccinazioni e dei sussidi governativi per la tutela della salute materno-infantile.

Nel 2007 i Comitati hanno organizzato due campi medici - uno nel villaggio di Kataragi e l’altro in quello di Belur - al fine di garantire il check-up gratuito e le cure mediche necessarie agli abitanti indigenti. Il campo ha coinvolto 279 persone a Kataragi e 443 a Belur. La maggior parte di loro sono stati curati sul momento, mentre i casi più gravi sono stati trasferiti in ospedale.

Nel 2008, le donne che hanno beneficiato del programma di assistenza medico-sanitaria sono state 128.

Nella prima parte del 2009, poi, il lavoro di Chilly e Pangea ha permesso a 92 donne di accedere ai vari servizi e programmi offerti dai centri di salute primaria:

- 38 donne si sono sottoposte alle visite e ai controlli medici per la gravidanza

- 23 donne hanno ricevuto l’assegno di maternità dallo stato

- 3 donne hanno avuto accesso al “Brasuti Yojane”, che permette alle donne di casta bassa di ricevere un contributo statale per le spese mediche da sostenere durante la gravidanza

- 13 donne hanno avuto accesso al “Bhagyalakshmi”, un contributo governativo per le famiglie che vivono sotto la soglia di povertà da investire esclusivamente nell’educazione delle figlie

- 9 donne con problemi di disabilità hanno potuto accedere alle cure mediche o alla pensione di invalidità

- 6 donne hanno avuto i sussidi alimentari previsti per il periodo della gravidanza e post-parto.

Attualmente, nel Progetto sostenuto da Chilly in collaborazione con Pangea sono coinvolte circa 3000 donne. La previsione è di coprire, nel corso dei 5 anni di attività, un minimo di 50 villaggi e circa 5.000 donne.

I risultati quantitativi sono ben evidenti, ma anche quelli qualitativi sono di forte impatto: grazie ai corsi di educazione igienico-sanitaria le donne hanno avuto accesso nozioni fondamentali per migliorare le proprie condizioni di salute e, di conseguenza, quelle delle loro famiglie; finalmente le beneficiarie e i famigliari possono avere gratuitamente a disposizione le medicine e le cure adeguate; le donne iniziano a conoscere i propri diritti, la violenza familiare diminuisce e aumenta la stima in se stesse: sorridono e iniziano a pensare al futuro.